Intervista a Miriam Gandolfi

Il cambiamento: funzione spontanea della mente "qualunque".

 

Chiacchierata con Miriam Gandolfi, psicologa e psicoterapeuta che ha recentemente pubblicato il libro "Psicoterapia, Manuale di tessitura per il cambiamento".

Di seguito il minutaggio della chiacchierata:

01:33 Manuale: perché questa scelta?

02:56 Il cambiamento: da dove si origina e il ruolo delle domande in questo processo

07:13 Il ruolo delle invenzioni e intersoggettività

11:52 Il cambiamento come volontà: esempio di una paziente anoressica

15:28 Psicologo come strumento di cambiamento: l’importanza di vedere

19:21 Prescrizioni perturbative e il ruolo dello scegliere

24:01 L’importanza delle interconnessioni disciplinari

 

http://www.psicologo-milano.it

 

 

 

Miriam Gandolfi Seconda Edizione, Giovanni Fioriti Editore, 2015

 

Manuale di tessitura del cambiamento. un approccio connessionista alla psicoterapia.

 

L'evoluzione dell'intervento sistemico in 40 anni di lavoro, di ricerca e di insegnamento.

 

 

Miriam Gandolfi e Francesco Martinelli. Erikson, Trento. 2008.

 

Il bambino nella terapia

 

 

 

Manuale per il Test delle Relazioni Familiari GandolfiMartinelli.

 

 

 

 

 

Miriam Gandolfi e Attà Negri. Giovanni Fioriti editore. Roma 2023.

 

 

 

"Un approccio ecologico alla didattica, alla diagnosi precoce e

all'intervento sui DSA."

 

 

 

 

MIRIAM GANDOLFI ha scritto la prefazione del libro di RENATO VENTURA

Sull'orlo dell'abisso

 

Essere familiare di persona affetta da disturbo mentale.

Aspetti psicologici, psicodinamici, relazionali, sociali e il loro riflesso sul triangolo operatori-utenti-familiari. (Armando Editore 2025)

 

RENATO VENTURA

Psichiatra e Psicoanalista, già associato alla Società Psicoanalitica Italiana.

Presidente di La Tartavela, associazione di familiari di persone affette da disturbo mentale. Ha sviluppato una larga competenza nel campo della salute mentale

e dei disturbi mentali, che ha trasferito in questo manuale critico, ad uso dei                                                   familiari per orientarsi nel complesso rapporto con i servizi psichiatrici

Hans Magnus Enzensberger

Cassandra dal pensiero potente

Il 24 novembre 2022, a Monaco di Baviera, si è spento Hans Magnus Enzensberger. Quasi tutti i quotidiani lo ricordano principalmente come poeta e scrittore. Alcuni gli riconoscono “anche giornalista”. Il Manifesto in un articolo del 26 novembre lo presenta così: “scomparso all’età di 93 anni, è stato la voce più originale e più autonoma da mode, correnti culturali, affiliazioni politiche, scuole e tradizioni nella Germania del dopoguerra. Eppure in un rapporto costante, discreto ma non timido, con la società tedesca, le sue contraddizioni e i suoi conflitti. Ironico, scanzonato ma ben consapevole di ciò che è grave e minaccioso. Di questa ritrosia militante e per nulla incline a compromessi, Hans Magnus Enzensberger ha quasi fatto un metodo, una pedagogia culturale, a volte fastidiosa, ma sempre incisiva.”

Il suo è stato un pensiero potente e uno sguardo sconfinato. Si fatica a capire di quale disciplina, inclusa la psicologia, o tema sociale e politico egli non sia occupato. Sempre con precisione, mai spacciando opinioni personali senza documentarsi. Sempre con uno sguardo ampio sul mondo. Da attento indagatore delle bizzarrie umane egli non poteva non confortarsi con il problema della distruttività umana. Egli definì il concetto di innato istinto di morte di Freud “empirico e traballante”, proponendo invece una lettura assai più articolata.

 

RICORDANDO ALEXANDER LANGER

 

        "In questo tempo che ci spinge al rumore, alla velocità, alla conquista, io vi invito a sostare.

        A coltivare il dubbio, a praticare l’ascolto, a custodire il fragile.

        […] Non cercate la forza che impone, ma quella che sostiene.

        [...] È lì che abita la possibilità di un mondo condiviso, dove nessuno ha l’ultima parola e tutti possono dire qualcosa. 

        [...] E scegliete, sempre, la pace.  Non come assenza di guerra ma come tessitura quotidiana di legami.

        Non come tregua, ma come scelta di vita. La non violenza non è debolezza, è la più alta forma di forza.

        È dire no senza distruggere. È resistere senza odiare. È costruire ponti dove altri alzano muri.

        [...] Non lasciate che la paura vi spinga ad armare il futuro.

        Nessuna vera sicurezza nasce dall’intimidazione. Nessun domani si costruisce con le bombe.

        E se vi chiedono da che parte state, non abbiate paura di dire: dalla parte della vita che cresce lenta, fragile,                       profonda.

        Dalla parte dell’umano. Dalla parte della pace.

        Non abbiate paura (...) della solitudine che a volte accompagna chi cerca sentieri nuovi.

        [...] Ma ogni gesto, ogni parola non violenta, ogni scelta sobria e giusta, è un seme. 

        E i semi, anche se non li vediamo subito a germogliare, fanno il loro lavoro.

        Abbiate cura. Degli altri, della terra, del tempo. Abbiate cura di ciò che cresce piano.

        E camminate. Non da soli, ma insieme. ... .”

       

                                                                                ALEXANDER LANGER. Il viaggiatore leggero. Scritti (1961-1990)

 

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