Officina del Pensiero
dal sapere al saper fare
25°
ANNO dal 2001
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"Ci sono cose da non
fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, la guerra."
(Gianni Rodari - letto
da Ghali alla cerimonia delle Olimpiadi Invernali)
Scandaloso fare la
guerra per raggiungere la Pace! (Papa Leone)
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>>NON
PERDERE<<
22 MAGGIO 2026 BOLZANO
ore 9,00 - 18.00
In presenza e online
ECM 8
ISCRIZIONI APERTE
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A CAUSA DI INTERFERENZE SUL SITO SONO ARRIVATE INCOMPLETE LE ISCRIZIONI EFFETTUATE PRIMA DEL 26
APRILE
CHI SI ERA ISCRITTO E' PREGATO DI RICOMPILARE LA SCHEDA.
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X I T
É
UN APPROCCIO
SISTEMICO-CONNESSIONISTA
alla multiculturalità e alle famiglie miste
Seminario con ALBERTO MASCENA e MIRIAM
GANDOLFI
PER Psicologi, Pedagogisti, Educatori, Magistrati, Avvocati, Medici, Psichiatri, Neuropsichiatri infantili,
Assistenti sociali, Responsabili di comunità, Insegnanti
La multiculturalità e le tematiche della migrazione di Popoli sono fulcro nel mondo
globalizzato.L’Alto Adige- Sud Tirolo si presta, come crocevia e laboratorio
storico, a riflettere su problemi e risorse che ne scaturiscono. Mentre l’alterità è temuta,
psichiatrizzata e stigmatizzata per evitare prossimità, Officina del Pensiero mantiene l’indicazione di Bateson che la mente "è la struttura che connette" e che per operare efficacemente è necessario conoscere e frequentare secoli di Culture, Storie e Religioni. Per questo, andando oltre i facili
stereotipi di darwinismo sociale, promuoviamo collaborazioni e incontri con Colleghi e Studiosi attenti agli effetti a lungo termine e alla costruzione di un futuro di convivenza.
Nella convinzione che l’approccio complesso alla mente espansa permette di comprendere le risorse e risolvere i problemi che la multiculturalità può offrire e presentare a livello sociale, educativo e familiare.
Iscrizione €
100,00 + IVA. [in presena (Bolzano) o online]
"E' NEL
DIVERSO CHE NOI TROVIAMO NOI STESSI" (P. B.)
programma su Corsi/Seminari
MIRIAM GANDOLFI PRESENTA IL LIBRO DI ALBERTO MASCENA
Io festeggio due volte. Le
coppie e le famiglie miste in Italia tra legami, discriminazioni, risorse
[ed. Com Nuovi Tempi, Roma 2024]
Questo libro di Alberto Mascena è il resoconto di una interessante ricerca interdisciplinare, la prima ricerca nazionale sulle coppie e famiglie miste in Italia, nata
da un'idea di Aifcom, accolta dal Centro Studi Confronti e congiuntamente implementata. Alberto Mascena, psicologo e psicoterapeuta, ne ha curato la supervisione metodologica e insieme ad altri Colleghi ha svolto il ruolo di supervisore
scientifico.
Il testo offre uno sguardo reale e documentato sulla
condizione psicologica, sociale e culturale di coppie, in cui i partners sono di nazionalità, cultura e religione diverse. La ricerca, che ha coinvolto 424 persone distribuite su tutto il
territorio nazionale, è stata condotta con rigore scientifico ma anche con un’attenzione umana alle implicazioni psicologiche, grazie all’attivazione di focus groups e all’analisi
qualitativa dei dati che hanno conferito spessore all’utilizzo di tecniche più standardizzate.
Il testo, articolato in diversi capitoli specifici,
rivela tutte le criticità dell’attuale approccio stantio e stereotipato verso il fenomeno delle migrazioni, che insiste nell’ignorare che esso è strettamente connesso ad un aumento
di conflitti globali e disastri ambientali, in cui le condizioni di vita sono rese di fatto subumane o disumane. Perciò colpisce ancor di più che i dati mettano in evidenza alcune importanti
criticità del sistema amministrativo e legislativo italiano, oltre che delle istituzioni che maggiormente dovrebbero tutelare i diritti delle Persone, aldilà della propria cittadinanza, come ad
esempio la possibilità di conseguire un matrimonio interreligioso, il riconoscimento di un matrimonio celebrato all’estero, il ricongiungimento familiare, il riconoscimento del titolo di studio e
della collocazione professionale, l’ottenimento del permesso di soggiorno e della cittadinanza, oltre alla tutela dei minori che propria, nel contesto scolastico fanno precoci e sgradevoli esperienze
di “razzismo istituzionale”. Nello scrivere questa recensione mi corre l’obbligo di testimoniare che a tali criticità si aggiungono quelle che si generano secondariamente nei servizi
sanitari e sociali per minori, dove si registra un aumento consistente di diagnosi di psicopatologie già nella prima infanzia, in particolare di disturbo dello spettro autistico e di ADHD.
Queste criticità risultano ancora più eclatanti se si
considera che il campione studiato presenta per l’85% una situazione di stabilità e caratteristiche culturali e socio-economiche medio-alte. Questo dato rivela l’aspetto davvero interessante del
testo: agisce come il reflecting team nel setting di psicoterapia familiare sistemica. Si tratta di una tecnica in cui mentre il team di co-terapeuti discute sulla famiglia in trattamento,
viene osservato da essa, la quale poi restituisce i propri commenti ai terapeuti. Si tratta di una modalità di autocorrezione dei tecnici circa i propri pre-giudizi e convinzioni astratte sui
pazienti. Seguendo questa metafora e leggendo con attenzione i diversi capitoli se ne ricava uno spaccato delle criticità e lacune di istituzioni e servizi che riguardano non solo il tema affrontato
dalla ricerca, ma ogni Cittadino. Le difficoltà e le violazioni dei diritti delle Persone sono il frutto di un metodo di lavoro spesso stereotipato, fondato appunto su pre-giudizi, ovvero opinioni o
linee guida che non si fondano sulla raccolta di informazioni accurate. Raccolta che richiede sempre un’approfondita competenza di indagine quando si incontrano storie di Persone in carne ed
ossa.
Tra i vari temi trattati, quelli sul dialogo
interreligioso e il superamento delle criticità di coppia occupano un posto di rilievo oltre a presentare elementi di sorpresa rispetto appunto al “senso comune”. Personalmente trovo
particolarmente interessante l’analisi delle dinamiche relative all’accettazione di ciascun partner da parte delle rispettive famiglie di origine. Tema più volte richiamato nel testo che si
presta ad una riflessione condivisibile sia per macro differenze culturali che per micro differenze. Una coppia che si forma deve sempre confrontarsi e, a volte, scontrarsi con la violazione della
legge endogamica, che prevede la “benedizione” della parentela. Il sostegno psicologico, ancor più di quello materiale, gioca sempre un ruolo nelle crisi di coppia e di conseguenza
nella gestione armonica dei figli. Ruolo cruciale, ma sottostimato dagli Operatori che si occupano di sostegno alle coppie e ai minori. Dunque potremmo dire che gli aspetti analizzati nel
testo (pratiche educative, credo religioso, abitudini nella quotidianità) a proposito di coppie caratterizzate da mixité macro-culturale sono indispensabili anche per ogni Operatore
dell’ambito socio-sanitario ed educativo. Il concetto di mixité funziona come un grand’angolo che orienta ad un approccio complesso al comportamento, superando quello solo
individualistico alla persona, o peggio improntato ad un sempre crescente neuro-psicologismo dei comportamenti, che a volte sconfina in un vero e proprio darwinismo sociale.
Questo testo aiuta a riflettere sul concetto di diversità
reali o presunte e insieme sui valori umani fondanti alla base di tutti i rapporti interpersonali. Infatti allo scopo di comprendere motivazioni, difficoltà e strategie di
risoluzione dei conflitti è stata condotta anche l’analisi lessicale e di frequenza statistica delle parole usate. La più frequente è “amore”, accompagnata da: fiducia, sostegno,
reciprocità, rispetto, tolleranza, comprensione, supporto. La domanda è d’obbligo: siamo diversi nell’uguaglianza o uguali nella diversità?
Un ultimo commento sul titolo di questo testo, Io festeggio due volte, frutto a sua volta del matrimonio misto tra Aifcom (Associazione Italiana Famiglie e Coppie Miste) e Centro Studi Confronti
(Centro studi interreligiosi). Esso è stato scelto, dai ricercatori, per esprimere uno sguardo e un auspicio ottimistico verso la tematica dell’interculturalità, considerando le famiglie incontrate
come laboratori naturali e vitali in grado di generare soluzioni creative utili alla complessità della vita. Ovviamente si riferisce al fatto che soprattutto i bambini si trovano al centro di eventi
rituali familiari, religiosi e sociali che incarnano il portato culturale dei propri genitori. La loro educazione al multiverso è motivo di speranza in un momento storico, come quello
attuale, che vede rigidità, miopia e mancanza di senso e cultura antropologica nell’affrontare il futuro del genere umano. Tuttavia agli autori della ricerca non sfugge che “Rimane
ancora un cammino da compiere perché possano arrivare, insieme ai loro figli, a poter pienamente “festeggiare due volte”.
Ritengo che questa consapevolezza riguardi tutti coloro che
si sentono accomunati dall’interesse per il bene comune e che sono consapevoli che uno sguardo e un agire complessi sia l’unica via d’uscita per il futuro di homo.
(Miriam Gandolfi, psicologa e psicoterapeuta sistemico-connessionista, Febbraio 2026
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